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Le cascine

Le cascine nel territorio

Ingresso della cascina Motta
Ingresso della Cascina Motta

Ticengo ha una elevata superficie agricola coltivata, pari all'86,5% del territorio comunale.

La rilevazione delle cascine effettuata agli inizi degli anni 2000 dalla Provincia di Cremona vedeva 16 cascine censite, delle quali 12 abitate, 11 in attività, 8 ospitavano allevamenti bovini di varie dimensioni e 3 abbandonate. Venivano descritte per lo più di pregio ambientale, ma due di esse, la Cascina Canova e la Cascina Motta, emergevano per le loro caratteristiche tipologiche.

La Cascina Motta, in particolare, è tuttora la più vasta e la più caratteristica, collocata sopra un dosso che degrada verso il Naviglio Pallavicino, nonché l'unica a possedere una cappella privata.

Il Piano di Governo del Territorio del Comune di Ticengo elenca 24 tra cascine ed allevamenti.

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Elenco delle cascine di Ticengo

Cascine censite dalla Provincia di Cremona.

Nome Pregio Antica?
Cascina di via Marconi /1 ambientale
Cascina di via Marconi /2 nessuno no
Cascina Isolina ambientale
Cascina Villa Dina ambientale
Cascina Santa Teresina ambientale
Cascina Azzanelli ambientale
Cascina La Grande ambientale
Cascina Castelletti ambientale
Cascina Cascinetto ambientale
Cascina Prebenda ambientale
Cascine Monteoliveto ambientale
Cascina Baluardo ambientale
Cascina Canova tipologico
Cascina Mottella ambientale
Cascina Motta tipologico
Cascina Coste d'Africa ambientale

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Spunti etimologici

La Cascina Motta
La Cascina Motta

Il nome della Cascina Motta, molto comune nella pianura padana, potrebbe derivare dalla matrice motta il cui valore di “cumulo di terra” non si discosta da quello della radice prelatina, *mott- *mutt-, vale a dire “sporgenza, rialzo” da cui il termine dipende. In area padana quest’ultimo, di norma, assume il senso di “accumulo di terra artificiale a scopo di difesa”, non di rado derivato dall’adattamento di naturali elevazioni del terreno. Ora, il tipo di difesa cui una motta appare destinata può essere di differente natura e risultare rivolto verso agenti aggressori non obbligatoriamente rappresentati solo da nemici umani, bensì anche da elementi naturali, che in aree planiziali vedono in prima linea fattori di natura idrologica. La cascina Mottella non compare nelle carte austroungariche della prima metà dell'ottocento, per cui è probabilmente un insediamento recente il cui il nome deriva dalla mera vicinanza alla più antica cascina Motta senza alcuna correlazione con gli aspetti geomorfologici dell'area.

La Cascina Canova
La Cascina Canova

Per quanto riguarda la cascina Canova (o Cascina Nuova, come indicato in alcune mappe di inizio ottocento), sebbene il nome rispecchia l'ovvio significato di "casa nuova", ovvero un edificio o un complesso di nuova costruzione, non si può escludere totalmente una derivazione dal latino canaba con il significato di "baracca, deposito, bottega" , ma anche "dispensa di viveri e di vino", "cantina" oppure "osteria".

Il nome della Cascina Prebenda deriva dal latino tardo praebenda, ossia "beneficio ecclesiastico", indica solitamente una proprietà fondiaria cui è annesso il diritto di godimento dei frutti da parte di un ecclesiastico che ne è titolare.

I nomi Castelletti e Azzanelli rispecchiano i nomi di due delle famiglie feudatarie che detennero Ticengo nei secoli passati.

La Cascina Azzanelli
La Cascina Azzanelli

Baluardo è un toponimo che, solitamente, si riferisce ad una fortificazione, un bastione o simile. È derivata dal francese antico boloart oppure balouart e questo dall'olandese medio o dall'alto-medio tedesco bolwerc/boliverk, ossia  "opera fatta con grosse travi". Va osservato, tuttavia, che da noi spesso tale appellativo risulta sovente associato a rilievi del terreno, come i dossi, quali ad esempio il Dosso Baroardo di Romanengo, citato nel 1555, oppure la località Dosso Baroardo a Castelverde; la nostra cascina, per l'appunto, si trova in un punto elevato del pianalto di Romanengo.

La Grande, dal latino grandis, grande, suggerisce evidentemente le maggiori dimensioni del complesso.

Quando un antico orlo di terrazzo non viene percepito come immediato prodotto dell’attività erosiva di un’acqua corrente poiché ormai distante dal fiume o perché marginale ad una valle morta e, di norma, modellato secondo forme meno nette rispetto ad una "ripa" o "ripa", la matrice cui si rifanno toponimi e appellativi marcatori di quello specifico accidente del terreno è costa (dal latino costa inteso come costola, fianco) molto usata nel senso  geomorfologico di pendio poco accidentato, costiera. È il senso del nome di Cascina Costa d'Africa.

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Bibliografia

  • Angelo Grandi, Descrizione dello stato fisico-politico-statistico-storico della Provincia e Diocesi di Cremona, vol. 2, Luigi Capelotti Libraio Editore, Cremona, 1858
  • Valerio Ferrari, Toponomastica di Ripalta Arpina, Monotipia cremonese, Cremona, 1995
  • Valerio Ferrari, Liliana Ruggeri, Toponomastica di Bonemerse, Monotipia cremonese, Cremona, 2003.
  • Valerio Ferrari, Contributi toponomastici all’interpretazione del paesaggio della provincia di Cremona, in PIANURA - Scienze e storia dell’ambiente padano, Monotipia cremonese, Cremona, 2008
  • Autori vari, a cura del settore territorio della Provincia di Cremona, Cascine. Frammenti del ricordo, Editore Cremona Produce, Cremona, 2003

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