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Il Pianalto della Melotta

Caratteristiche dell'area

Il Pianalto (o altopiano) “della melotta” interessa oltre che il comune di Ticengo, anche quelli di Romanengo e Casaletto di Sopra.

Si tratta di un’ampia area rilevata di circa 5-10 m sul livello della pianura circostante, fortemente ondulata e dai fianchi intagliati da profonde incisioni.

I suoli di queste aree sono il risultato del sovrapporsi di più cicli pedogenetici; suoli simili sembrano svilupparsi attualmente solo in aree a clima tropicale ed equatoriale; essi sono dunque testimoni di condizioni climatiche del passato, ben diverse dalle attuali.

I suoli di queste aree presentano un orizzonte caratteristico a “frangipan” che si presenta compatto ed indurito, interessato da una reticolatura prodotta da lingue più o meno frequenti, costituite da materiale grigio e decisamente più friabile.

Quest’orizzonte risulta pressoché impenetrabile alle radici, impedendone l’approfondimento e riducendo così la profondità utile del suolo; altro carattere negativo del frangipan è la sua bassa permeabilità, che generalmente causa la formazione di falde sospese.

La reazione dei suoli è prevalentemente acida in superficie per passare a subacida o neutra in profondità.

L'intera area è fortemente caratterizzata, sia ecologicamente che paesaggisticamente, dalla presenza del corpo idrico da cui prende il nome: il Naviglio di Melotta scorre profondamente incassato nel Pianalto di Romanengo, substrato argilloso eroso nel tempo dallo stesso corso d’acqua.

La piccola valle fluviale presenta numerose incisioni laterali occasionalmente percorse da acque di ruscellamento, che rappresentano uno degli elementi morfologici dominanti del sito e che sono caratterizzate da un microclima più fresco rispetto alle aree circostanti.

Flora

La presenza delle scarpate lungo il Naviglio e ai margini del Pianalto ha permesso di conservare le più vaste aree boscate della Provincia.

Superfici a bosco costituite principalmente da formazioni di "querco-ulmeto", occupano quasi interamente le scarpate della valle fluviale principale e di quelle laterali.

Nel sito si rileva la presenza abbondante del càrpino (carpinus betulus) e di un sottobosco erbaceo ricco di elementi nemorali.

La diffusione e la densità di popolamento dell’infestante robinia (robinia pseudoacacia) si vanno spontaneamente riducendo con il progredire della serie temporale, a vantaggio delle essenze arboree autoctone, principalmente la farnia (quercus robur).

Nell'area si rinvengono con una certa frequenza i prati stabili, differenziati in relazione al grado di igrofilia. I prati a impronta aridofila caratterizzati dalla presenza di specie come il trifoglio campestre (trifolium campestre) ed il trifoglio a fragola (trifolium fragiferum) risultano ormai piuttosto circoscritti.

Nel fondovalle, accanto a specie di discreto interesse quali, ad esempio, l'angelica (angelica sylvestris), la felce certosina (dryopteris carthusiana) e la lisca dei prati (scirpus sylvaticus), si rileva la presenza di lembi di alneto e di saliceto che occupano complessivamente soltanto lo 0,3% della superficie complessiva del sito.

Altre speci presenti sono l'ontano (alnus), il salice bianco (salix alba), il pioppo (populus), il raro platano (platanus), il sambuco (sambucus), il nocciolo (corylus avellana), il sanguinello (cornus sanguinea), pochi esemplari di frangola (rhamnus frangula); non mancano introduzioni artificiali di pioppo ibrido.

Per le specie erbacee e del sottobosco si notano: il campanellino primaverile (leucojum vernum), l'anemone dei boschi (anemone nemorosa), la primula (primula), il sigillo di Salomone (polygonatum multiflorum), la polmonaria (pulmonaria officinalis).

Fauna

Fino agli anni '70 del XX secolo erano ancora presenti la lontra (lutra lutra) e lo scoiattolo (sciurus vulgaris). Oggi tra la fauna vanno segnalati: il tasso (meles meles), la volpe (vulpes vulpes), la faina (martes foina), la donnola (mustela nivalis) e la puzzola (mustela putorius).

I micromammiferi sono rappresentati dall'arvicola (arvicola campestre), dal topolino delle risaie (micromys minutus), dal moscardino (muscardinus avellanarius), e dal ghiro (glis glis).

Tra gli anfibi troviamo: la rana agile (rana dalmatina) e la rara rana di Lataste (rana latastei).

Per l'avifauna si segnalano: il picchio rosso maggiore (dendrocopos major), il picchio verde (picus viridis), il colombaccio (columba palumbus), la cinciarella (cyanistes caeruleus), il codibugnolo (aegithalos caudatus), il luì piccolo (phylloscopus collybita), l'usignolo (luscinia megarhynchos), la ghiandaia (garrulus glandarius), l'averla piccola (lanius collurio), la tortora selvatica (streptopelia turtur), la poiana (buteo buteo) e il lodolaio (falco subbuteo)..

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