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Idrografia

Introduzione

Carta del reticolo idricoI corsi d'acqua che interessano il Comune di Ticengo sono assimilati al Reticolo Idrico Minore, tra essi si distinguono, per importanza idraulica, il complesso dei navigli cremonesi: il più antico, Naviglio della Città di Cremona, con il ramo principale di Romanengo e quello minore di Melotta o Naviglietto, quelli facenti capo al Consorzio Irrigazioni Cremonesi (Navigli Grande e Nuovo Pallavicino).

Le rogge

Roggia Calciana. Cosiddetta perché derivata tuttora dal fiune Oglio superiormente a Calcio presso Cascina lavello. è un corso d'acqua lungo circa 17 chilometri; è attraversata da 29 ponti stradali, 42 ponti canali; 13 canali per sovrappasso di questo ed altri cavi; lungo il medesimo vi sono in complesso n. 102 manufatti dei quali 50 sono mantenuti dal Consorzio Irrigazioni Cremonesi. Si tratta di un corso d'acqua particolarmente antico: se ne fa menzione per la prima volta nel 1380 allorché Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti, Signore di Milano, vendette ai fratelli Marchesi Secco d'Arragona metà delle acque di questo cavo unitamente ai beni di Calcio e Calciana inferiore.

Roggia Clementina.

Roggia Cumignana. Costruita per irrigare fondi nel territorio di Cumignano, è derivata dal Naviglio di Melotta tramite un bocchello che preleva 390 l/s.

Roggia Talamazza. Deriva in parte da fontanili nel territorio del Comune di Fontanella ed in parte da bocche di estrazione derivate dal Naviglio della città di Cremona; le origini della roggia sono incerte, ma collocabili nel secolo XVI anche per il raffronto con altri enti di analoghe funzioni

Roggia Ticenga (o Ticenghino).

Roggia Azzanella.

Roggia Cappelletta di Melotta.

Colatore Vallone. È un corso d'acqua che nasce nel territorio di Casaletto di Sopra e scorre nel Pianalto all'interno di un avvallamento, da cui il nome (dal latino vallis, “valle, bassura, avvallamento del terreno”).

Roggia Marca. Roggia derivata dal Naviglio Civico in territorio di Fontanella e preesistente all'anno 1545. Trae il nome probabilmente da quello di una famiglia de Marcho o de Marchis già documentata a Cremona nel XIV secolo.

Cavo della Macchina.

Roggia Clementina di Ticengo.

Diramatore di Azzanello.

Roggia Emilia (o Miglia o Melia)

Roggia Fontanile Nuovo.

Roggia Fontanone.

Roggia Geronda. La Geronda viene derivata dal Naviglio Grande Pallavicino dalla bocca posta nella sponda destra contigua alla strada provinciale Crema-Soncino, attraversa Ticengo, Cumignano e Soresina dove si disperde. La lunghezza di questo cavo dalla sua derivazione dal Naviglio Grande Pallavicino all'estremità è di 7,370 chilometri. Probabilemente lo scavo della Geronda fu eseguito dal Marchese Galeazzo I Pallavicino nel XV secolo.

I Navigli

Naviglio di Melotta. Ramo secondario del Naviglio della Città di Cremona da cui si diparte nel comune di Fontanella, ha funzione prevalente di colatore. Percorre la linea di confine tra i comuni di Ticengo e Romanengo, per poi immettersi nel ramo principale del Naviglio a Salvirola. Ha una larghezza media di 7-8 m e profondità media di 80 cm. Il fondale è misto, composto da ghiaia, sabbia e limo. Il regime è perenne grazie anche all’apporto di acqua sorgiva. Il Naviglio di Melotta presente per gran parte del suo percorso caratteristiche di naturalità e notevoli ripari per la fauna ittica, all'interno della quale prevale il cavedano, ma molto presenti sono gli esemplari di cobite e ghiozzo. Comuni sono il barbo, la scardola, il vairone e la tinca. Altre specie (autoctono o alloctone) sono presenti con numeri inferiori od occasionali.

Naviglio Grande Pallavicino. Il corso d’acqua ha origine in comune di Calcio, 250 m circa a sud-ovest della Cascina Borellina, per derivazione dal
fiume Oglio. Dopo un percorso di 30,7 km, sfocia nel cavo Ciria Nuova e Ciria Vecchia in comune di Casalmorano, presso la località Mirabello Ciria  Ha una larghezza di 7-10 m e una profondità di 0,5-1,5 m. Il suo nome deriva dalla famiglia Pallavicino che nel XV secolo vollero aprire un corso d'acqua per irrigare il loro vasti possedimenti. La fauna ittica è presente con 14 specie: triotti, cavedani, barbi e tinche sono quelle più rappresentative.

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